Aristotele, Politica - Libro 8, dai capp. II, IV, V
" ...Non è facile stabilire l'importanza della musica, e neppure la ragione per la quale è bene praticarla: se per divertimento o riposo; oppure perchè nella musica dobbiamo vedere una forza che ci spinge verso la virtù, poichè essa può in certo modo nobilitare l'animo così come la ginnastica rinvigorisce il corpo; o, ancora, perchè essa, mentre conferisce al riposo, accresce la cultura della mente.
... E' ragionevole ammettere tutte e tre queste finalità. Il gioco infatti ha per fine il riposo, il quale deve essere dilettevole; il diletto intellettuale poi deve essere accompagnato, oltre che dalla visione della bellezza, anche dal piacere. E in verità la musica - sia per strumenti soli, sia per strumenti che accompagnano le voci - è ritenuta un sollievo dolcissimo...
La musica deve essere coltivata anche per l'azione stimolante ed esaltatrice che essa ha sull'animo. Che ciò avvenga realmente lo dimostrano numerosi esempi, in particolare i canti di Olimpo. Essi infatti rendono entusiasti gli spiriti - e l'entusiasmo è una qualità morale... Notiamo così che i ritmi e le melodie imitano da vicino la vera natura dell'ira e della mitezza, del vigore o della temperanza, e dei sentimenti opposti a questi.
Le melodie imitano i diversi moti dell'animo, e ciò è manifesto per il fatto che i modi (le armonie) si presentano tra loro diversi, cosicchè ascoltandoli ci si dispone ora di un umore ora di un altro, secondo i diversi caratteri dei modi: per esempio, ascoltando una melodia in modo misolidio ci sentiamo in preda alla tristezza e cupi, mentre se ascoltiamo dei canti composti in modi più molli l'animo cede in una sorta di languore. Il modo dorico ci dispone a moderazione e compostezza, il frigio all'entusiasmo...
Da tutto ciò appare manifesto che la musica può dare all'animo un atteggiamento spirituale - e se essa è capace di ciò, è logico che debba venire insegnata ai giovani".